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Svezia:
Dal 1990 gli svedesi sono presenti a tutti i grandi
avvenimenti e sono sempre in lotta per una medaglia: ed anche agli Europei
altoatesini si presentano come pretendenti al podio. Dopo quattro vittorie
consecutive giovedì, nell’ultimo incontro del girone di qualificazione,
la squadra di Bengt Johansson si è potuta concedere la prima sconfitta
del torneo, certa di conservare comunque il primato nel girone A e di
conseguenza la semifinale. Alle 20 di domani, nell’incontro del Palaonda con la
Russia, Johansson farà rientrare i veterani Magnus Wislander, Staffan
Olsson (entrambi di 34 anni) e Pierre Thorsson (32 anni), giocatori che assieme
hanno collezionato oltre 700 incontri internazionali, tenuti a riposo nella gara
con l’Italia. «Siamo in semifinale, ora vogliamo anche il titolo» avverte
Johansson alla vigilia della classica con la Russia: la riedizione della finale
mondiale dell’ultimo Mondiale promette scintille.
I successi
Mondiali: oro 1954, 1958, 1990; argento 1964, 1997; bronzo 1938, 1961, 1993, 1995.
Giochi olimpici: argento 1992, 1996.
Europei: oro 1994, quarto posto 1996.
Russia
Quando i campioni del mondo e d’Europa hanno reso nota la lista dei giocatori per gli Europei di Bolzano e Merano nessuno li accreditava del ruolo di favoriti: tuttavia anche senza i molti infortunati, colonne del calibro di Gopin, Kudinov, Atavin e Grebnev, la squadra di Vladimir Maksimov si è qualificata per la semifinale. Senza entusiasmare nella vittoria per 22-21 sulla Repubblica Ceca e nel pareggio per 26-26 con la Macedonia, ma nella gara decisiva con la Croazia (29-14) la squadra russa ha mostrato il valore di un tempo. E con il portiere Lavrov, i play Kuleschov e Pogorelov ed il pivot Torgovanov può vantare giocatori che da soli possono decidere un incontro.
I successi
Mondiali: oro 1982, 1993, 1997; argento 1978, 1990.
Giochi olimpici: oro 1976, 1988, 1992; argento 1980.
Europei: oro 1996; argento 1994.
Spagna
Per la Spagna vale lo stesso discorso fatto per la Russia: durante tutti gli Europei il capo allenatore Roman Seco deve rinunciare ad alcuni importanti giocatori, come Masip, Garralda e l‘infortunato Inaki Urdangarin, principe di Maiorca, che non sono nemmeno venuti in Alto Adige. Tuttavia la squadra ha entusiasmato sin dall’esordio con la Croazia (18-18), vincendo poi tutti i restanti incontri. Il punto di forza è la difesa con i due «giganti» Chtchepkine e Perez, ma in attacco nessun’altra squadra è rapida quanto gli iberici, che possono affidarsi al sempre valido play Talant Duschebajev.
I successi
Mondiali: quinto posto 1986, 1991, 1993; settimo posto 1997.
Giochi olimpici: bronzo 1996; quinto posto 1980, 1992.
Europei: argento 1996; quinto posto 1994.
Germania
La Germania è l’unica squadra che, alla vigilia degli Europei, gli esperti non si aspettavano di vedere in semifinale. Ma dopo la sfortunata sconfitta d’esordio con la Svezia (20-21) la squadra di Heiner Brand è cresciuta di gara in gara e già adesso ha eguagliato il maggior risultato internazionale dai Mondiali 1995 in Islanda, quando si classificò quarta. I «dinosauri» Martin Schwalb (34 anni) e Bogdan Wenta (36 anni), così come l’intera squadra, hanno mantenuto le attese. La difesa, con l’eccezionale portiere Jan Holpert, è stata il punto di partenza da cui lanciare l’attacco al titolo europeo: la prima medaglia dalle Olimpiadi del 1984 è a portata di mano.
I successi
Mondiali: oro 1938, 1954, 1978; argento 1970 (DDR), 1974 (DDR); bronzo 1978 (DDR), 1986 (DDR). Non qualificata ai Mondiali 1997.
Giochi olimpici: oro 1980 (DDR); argento 1984.
Europei: ottavo posto 1994; nono posto 1996.
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